PAURA, DELIRI E LA CACCIA ALLA GRANDE COALIZIONE: UN GONZO ALLE PRESE CON LE ELEZIONI

Elezioni

Italia: Paese di santi, poeti e navigatori. E di disilluse promesse elettorali. Ammettilo: a due giorni dalle elezioni vi sentite spaesati, frastornati e con un grosso punto interrogativo stampato in faccia. E’ normale. Questa tornata elettorale è il perfetto spaccato della situazione che ormai da troppo tempo si respira nel Bel paese. Quelli che appaiono come vittorie storiche o sonanti mazzate tribali non sono altro che risultati figli di un unico grande e sincero sentimento: la confusione. La confusione regna sovrana in ogni ambiente della nostra italica quotidianità, figuriamoci in un argomento così vasto e importante come la politica. Nel periodo che ci ha avvicinato a queste confusionarie elezioni abbiamo assistito alla paura e gli effetti collaterali che essa può avere. Abbiamo visto come l’esasperazione può portare a degli episodi che niente hanno a che fare con la ragione dando così un volto, un nome, un cognome e una collocazione geografica a quella rabbia più animalesca che tutti siamo in grado di condannare ma a cui nessuno è in grado di porre un rimedio concreto. Un chiaro episodio di delirio in un ordinario giorno di follia. Certo. E non dimentichiamoci del becero sciacallaggio mediatico fatto dai mass media per cercare di far confluire la paura di un gesto così estremo nel bel mezzo di una campagna elettorale dai connotati fantozziani. Dal triste concorso “a premi” Vinci Salvini, una sorta di raccolta punti del supermercato in salsa politica al Treno PD di Renzi passando per lo scandalo dei mancati rimborsi degli stipendi da parte dei parlamentari pentastellati ogni occasione è stata buona per prendere la dignità e ficcarsela sotto le suole delle scarpe per una manciata di voti. Ma quello che più mi fa riflettere è l’incoerenza dell’essere umano: le modalità per tentare di accattivarsi i voti da parte delle varie compagini politiche sono stati alquanto bizzarri ma il modo di esprimere il proprio dissenso da parte di cittadini esasperati dalla politica non è da meno. Ci si indigna per la questione degli ottanta euro, la disoccupazione giovanile e la crisi che continua a mordere il nostro Paese su più fronti. Inveiamo anatemi contro lo schermo del televisore per poi tornare placidamente alle nostre vite, con la speranza che domenica la nostra squadra del cuore vinca quella maledetta partita per poter portare punti utili per conquistare il campionato. E la politica, con l’occhio torvo, ride della nostra ignoranza. Perché , alla fine della fiera, la cosa più grave in Italia non sarà non avere un governo ma il non poter tifare la prossima estate la nazionale ai Mondiali. Italia: Paese di santi, poeti, navigatori. E creduloni.

Hank Cignatta

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