IL SALVINISMO NON E’ FASCISMO (è peggio)

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Tutti i grandi politici del passato hanno saputo accettare gli oneri e gli onori derivanti dalla loro carica.

Andreotti, Craxi, Berlusconi, Renzi, tutti profondamente attaccati dalla stampa ed anche dalla magistratura.
Tutti inevitabilmente accomunati dall’aver cercato soluzioni a problemi più o meno evidenti di un Paese prima e di un’Europa poi basata su complessi e delicati equilibri, quasi impossibili da modificare senza creare profonde spaccature sociali e politiche.

Tuttavia un comportamento li distingueva da questo governo, erano uomini di Stato alla vecchia maniera, rispettosi comunque del ruolo democratico che stampa e magistratura garantiscono.
La libertà di espressione è sancita dalla costituzione ed in quanto tale rappresenta uno dei capisaldi democratici della nazione, esattamente come la magistratura.
L’attuale governo purtroppo non è dello stesso avviso dei suoi illustri predecessori.
Un triunvirato malnato che da subito ha visto il felpetta nazionale non tanto nel ruolo di ministro , ma di divulgatore pseudo politico.

Chi lo conosce lo descrive come un individuo spocchioso, irascibile e mendace al massimo grado.
Odia chi lo contraddice, egli si considera dio e dall’alto del suo scranno gestisce il suo regno, un regno dorato, egli infatti è ricco e rolexmunito esattamente come le persone che critica, se non di più.
La differenza è che si presenta sotto mentite spoglie, come il proverbiale lupo delle favole che si traveste da agnellino.
Fomenta le masse contro chiunque lo infastidisca, inventando cliché volgari ed irritanti allo scopo di denigrare l’avvversario, negandosi sempre ai contraddittori salvo poi sbeffeggiare tutti tramite i social, che sono un pessimo strumento di informazione, infatti non sono stati progettati per diffondere contenuti in modo generalizzato ma per strutturare gruppi di interesse specifico legati da preferenze e caratteristiche socioculturali.

Quando compare in televisione ripete a memoria tiritere di banalità, fottendosene bellamente di rispettare i basilari concetti di democrazia che prevedono un compromesso tra le volontà popolari democraticamente espresse.

Abbiamo già dimostrato come le nozioni di comunicazione seguite dal suo partito siano state inventate da Joseph Goebbels, e questo dato è indiscutibilmente ovvio, impossibile da confutare.
Il punto che ad alcuni sfugge però è che non è di nuovo fascismo che stiamo parlando, ma di qualcosa di peggiore e più malato, mancando completamente ogni tipo di ideale di base legato alle ideologie ed alle aspettative, il salvinismo rappresenta di fatto un puro cuneo politico atto a catalizzare l’egoismo sociale contro chiunque il suo leader desideri distruggere.

Ci si lamentava di chi proponeva leggi ad personam, ebbene oggi questo individuo ci sta portando verso uno stato ad personam, con tutte le terribili conseguenze che ne derivano.

Chiunque si opponga al suo volere viene bersagliato on line da schiere di mentecatti ed analfabeti, desiderosi solo di compiacere il loro sovranuccio.

Tutti desiderosi di farsi notare, di avere un minuto di gloria, di riempirsi la bocca con le parole del loro benamato.
Noi Ingrati ce ne freghiamo delle magliette rosse così come di quelle blu.
La nostra preoccupazione è però tangibile e definita dall’evidenza che in questa nazione l’informazione, anche quella libera, non riesce più a fare breccia nelle menti e nei cuori degli italiani.
E’ infatti più semplice essere schiavi fedeli piuttosto che liberi pensatori.
Non potendo concepire l’idea di una sottomissione continuiamo al lottare contro quello che per noi è il peggiore dei mali, il salvinismo deve finire.

Christian Longatti
Andrea Gunetti

One thought on “IL SALVINISMO NON E’ FASCISMO (è peggio)

  • Tutti gli ” apparati democratici ” sono strutturati da norme e gruppi di salvaguardia in grado di difendere la Democrazia stessa da eventuali pericolose degenerazioni che dovessero emergere al suo interno. Il Presidente della Repubblica, garante della Costituzione e della Democrazia, dovrebbe capire quando e se intervenire.

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