I PUNKREAS, QUEL PUNK ITALIANO INNOVATIVO E ROBUSTO

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Fate un breve esperimento: accendete la radio e ascoltate ciò che oggigiorno ci viene propinato. Poi fatevi un favore: spegnetela. Avrete così un quadro chiaro di come i tempi siano cambiati. Questo non vuole essere un manifesto della filosofia del si stava meglio quando si stava peggio che va tanto di moda ultimamente, ma l’amara constatazione di come qualcosa si sia perso per strada.

Ne sanno qualcosa i Punkreas, uno dei gruppi di rilievo del punk nostrano, i quali sono (è proprio il caso di dirlo) sulla cresta dell’onda da quasi trent’anni. La band è composta da Cippa (voce), Noyse (chitarra), Endriù (seconda chitarra), Paletta (basso) e Gagno (batteria). Arrivati al successo nel 1992 grazie alla pubblicazione dell’album United Rumors Of Punkreas, ebbero modo di consolidare la propria fama tre anni dopo con il disco che viene considerato una delle pietre miliari del punk italiano, ovvero Paranoia e potere.

Ciò che in tutti questi anni è stato uno dei punti di forza dei Punkreas è senza dubbio l’essere riusciti a trovare una formula che ha permesso loro di produrre una media di un album ogni due anni. A questo va anche sommata la grande capacità scenica del gruppo durante i loro concerti, che nel corso degli anni li ha avvicinati sempre di più al loro pubblico.

L’unica nota “stonata” all’interno della storia di una delle band più importanti del panorama punk nostrano è il cosiddetto affair Flaco. Flaco, ex chitarrita e co-fondatore dei Punkreas, afferma con un post su Facebook del 2014 di lasciare la band per poi chiarire di essere stato estromesso dagli altri membri della band a causa di una presunta incompatibilità artistica e che sarebbe stato rimpiazzato da Andrea Botti, storico fonico del gruppo.

Si diceva quindi che i tempi cambiano. In un panorama musicale dominato da “artisti” prodotti a tavolino, in cerca di quel successo che ha scritto addosso una data di scadenza ben precisa, i Punkreas rappresentano un fenomeno a sé stante come una sorta di tradizione musicale tramandata di generazione in generazione.

Il gruppo di San Lorenzo di Parabiago non ha paura di sperimentare, dimostrando quello spirito in grado di mettersi perennemente in gioco, senza rimanere intrappolati in un periodo musical- culturale che in Italia ha svenduto la sua originalità e la sua qualità in cambio di quell’essere commerciale che porta  nella stanza dei bottoni del facile successo da classifica fine a sé stesso.

Hank Cignatta

 

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