L’AVV. MARILENA GUGLIELMANA LANCIA UN APPELLO POLITICO AL BUON SENSO

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No all’approssimazione politica e sopratutto no al populismo, in una Italia vittima del pressappochismo vediamo individui impreparati e moralmente discutibili armeggiare nella stanza dei bottoni di una nazione che non comprendono e non conoscono, non solo per scarsità di cultura ma anche e sopratutto per una spiccata inadeguatezza di moralità ed empatia.
La bruttezza e volgarità quotidianamente diffusa dai canali mediatici ha lo scopo di rabbonire un volgo stordito ed incapace di discernere tra il giusto e lo sbagliato, privato delle più basilari capacità di valutare criticamente una notizia o un post su Facebook.
Ignoranza funzionale dilagante, funzionale agli interessi di questi potenti incensatisi con l’odio ed il rancore di masse ribollenti di rabbia.
Con Gentiloni e  Letta, al di la delle loro idee politiche si respirava ancora aria di democrazia.
Uomini apprezzati in Europa, competenti.
Ed oggi cosa abbiamo?
Quale panorama politico ad ampio respiro ci si prospetta?
Il processo di rottamazione ha ormai coinvolto tutti gli ambiti del vivere civile al punto che la maggior parte dei cittadini di fatto non va’ più a votare a favore di una minoranza aggressiva il cui unico desiderio è nichilizzare ed annullare ogni idea di progresso e di evoluzione sociale.
In molti agognano ad un partito di nuova concezione liberale, con forti connotati umanistici in grado di coinvolgere quella maggioranza delusa e non rappresentata dalle forze politiche attualmente in carica.
L’equilibrio tra potere, tessuto economico e società è di una delicatezza disarmante e va’ trattata con rispetto ed amore.
Non con mazze e bastoni.
Una cultura schiacciata da ignoranza ed invidia deve necessariamente risalire la china della storia al fine di poter, con la sua luce, guidare il mondo verso una nuova alba di unità e pace.
Ci hanno venduto una rosa e non ci hanno spiegato però che le spine feriscono, ed è coi i polsi sanguinanti che i padri costituenti della nostra repubblica piangono dai loro sepolcri.
Che sia questa la fine di un sogno?
Qualsiasi idea politica oggi deve necessariamente rivalutare l’area del nord Italia, essa è più di un salvadanaio e Roma deve comprenderne le reali potenzialità in un contesto mitteleuropeo, sia in termini economici che sociali.
La fuga dei cervelli è causata dall’impossibilità del nostro tessuto economico di essere competitivo e questo a causa non solo delle imposte ma anche e sopratutto per via dell’inadeguatezza delle leggi sul lavoro, incapaci di dare al popolo quella sicurezza e quella serenità necessari a sentirsi parte di una nazione sana, matura, evoluta e finalmente europea.
Stiamo correndo il rischio di ricadere nella dittatura, nel mito dell’uomo dio, e nella conseguente entropia dovuta all’arroganza degli ignoranti.

Christian Longatti