ITALIA: ANATOMIA DI UN PAESE MALATO

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Probabilmente chi leggerà il titolo di questo articolo sarà colto da un malore e probabilmente molti si indigneranno; ciononostante è bene sapere che il nostro paese è veramente malato e ora sveleremo alcuni motivi:

  1. Il debito pubblico italiano ammonta a 2358 miliardi di euro, ciò vuol dire che il debito pro capite italiano ammonta a quasi 40mila euro (il debito che ogni abitante dell’Italia indipendentemente dall’età deve pagare).
  2. La crescita del Prodotto interno lordo è in grave calo.
  3. Ci sono 4 milioni di lavoratori precari.
  4. In Italia ci sono quasi 3 milioni di disoccupati, attenzione però, da questa cifra sono stati scorporati gli inattivi (cioè tutti quelli che non lavorano da molto tempo e non sono in cerca di lavoro).
  5. L’evasione fiscale pesa come un macigno (ogni anno vengono evasi più di 100 miliardi di Euro).
  6. Metà dei contribuenti dichiara un reddito annuo inferiore ai 15mila euro.
  7. Economia sommersa (tutte le compravendite sprovviste di fattura, scontrino e registrazione) stimata intorno ai 320 miliardi l’anno.
  8. 5 milioni di persone povere in Italia.
  9. Circa una decina di milioni di persone a rischio povertà.
  10. Disparità salariale tra uomo e donna (nelle aziende private) stimata intorno al 20%.
  11. Calo delle nascite a fronte delle morti (i morti superano di 200mila unità le nascite l’anno).
  12. Settore del gioco d’azzardo estremamente fiorente.
  13. Criminalità organizzata (Mafia, Camorra, Andrangheta) alle stelle.
  14. Sempre più persone lasciano l’Italia (o si spostano al Nord d’Italia)

Questa lista poteva essere più lunga, però è bene fermarci qui per scongiurare crisi di panico.
La situazione italiana è chiaramente tragica e sembra che i governi precedenti (e anche l’attuale) non siano mai stati in grado di risolvere alcunché.
I ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri diventano sempre più poveri, la classe media, un tempo prospera è ora prova di risorse ed incredibilmente impoverita.
Non c’è mobilità sociale (ovvero la possibilità di cambiare le proprie sorti economiche-sociali) e purtroppo va registrato che le politiche di sostegno verso i disabili sono inefficienti ed ad essi si dedicano risorse limitate ed insufficienti.
Per aggiungere la proverbiale ciliegina sulla torta, va riscontrato che in Italia ci sono troppi pochi laureati rispetto ai paesi di punta dell’Ue (circa la metà in meno) e tutto questo non fa presagire nulla di buono.
I giovani sono le persone più penalizzate nella società poiché non hanno molte possibilità di emanciparsi economicamente e qui si palesa una paura ben fondata riguardo al cambio generazionale nel mondo del lavoro (ma non solo in quello).

Dato che il nostro paese è malato, qual è la cura?

“Tutto deve cambiare affinché nulla cambi”, questo è la frase celebre del film “Il Gattopardo” e tutto questo ci fa capire molte cose; se poi aggiungiamo lo spezzone del film “La meglio gioventù” dove si allude al fatto che l’Italia sia un posto bello quanto inutile e sia in mano ai dinosauri, possiamo capire che le cose da risolvere sono molte.
In generale possiamo dire che è bene auspicare un riavvicinamento dell’elettorato al mondo della politica (un vero riavvicinamento e non il semplice votare e starsene zitti per tutta la legislatura).
Solo in questo modo possiamo prendere coscienza delle reali condizioni del paese, e solo così possiamo analizzare, criticare per poi successivamente trovare la possibile soluzione agli ancestrali mali italiani.
Ci vuole anche un riavvicinamento tra il mondo degli adulti e quello dei giovani e tutto ciò deve avvenire presto, non abbiamo più tempo.
Il nostro popolo deve essere unito e possiamo riscontrare che adesso tutto questo è solamente un’utopia poiché la politica odierna mira a dividere le persone per poi governare meglio (con la speranza di evitare che i numerosi dissensi presenti in Italia possano unirsi per diventare teorie anti-estabilishment più articolate e complesse).

Agognamo un collettivo risveglio delle coscienze, affinché una nuova classe politica, finalmente “per il popolo” possa infine determinare una generale rinascita del paese.

Marco Galletti