DI MAIO E SALVINI, SCHIAVI DEL PENSIERO GENTISTA

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Di Maio e Salvini: 2 figure politiche che non hanno mai potuto dire la loro perché schiavizzate dal pensiero comune

Ora come non mai i social network stanno imbavagliando il reale pensiero dei 2 noti politici, questi due individui dovevano essere l’emblema della spontaneità e della libertà di parola e di pensiero, tuttavia i fatti (purtroppo) non sono affatto così.
Andiamo con ordine per cercare di capire più a fondo i problemi che stanno tormentando i 2 politici nostrani.


La politica un tempo era più spontanea perché i leader incantavano le persone con le proprie idee

La prima repubblica (1946-1994) è stato un periodo fondamentale, in quel lasso di tempo abbiamo visto emergere molte figure politiche di spicco che hanno promosso i propri ideali a testa alta (fregandosene quasi del parere degli altri).
I politici che hanno vissuto la propria carriera politica durante la prima repubblica, hanno promosso le loro articolate teorie che si sono trasmutate in moltissime leggi e politiche pubbliche che hanno de facto costruito il paese. 


Tempi odierni: il pensiero politico posto a bavaglio

C’è veramente molto da dire e ahimè, anche molto da rimpiangere. I politici dell’oggi di’ (tutti o quasi) non hanno più quello stile sobrio e misurato ed i loro pensieri sono praticamente inesistenti, a parte ovviamente quello di posteggiare le loro terga sulla famigerata poltrona dorata.
Sebbene parlino molto e comunichino fin troppo spesso (attraverso i social) le proprie intenzioni, c’è da dire che tutto questo è purtroppo un abbaglio bello e buono. 

Per meglio comprendere il fenomeno è bene prendere ad esempio i 2 politici che attualmente ricoprono le più alte cariche di governo, di Maio e salvini: essi sono costantemente in uno stato di paura e agitazione e tutto questo si riflette moltissimo sulle politiche pubbliche e sociali del paese.
I loro pensieri (cioè quello che comunicano) non sono in realtà loro veri pensieri; sono solamente le voci della maggioranza dei loro elettori.

Avete capito bene! Questi 2 pappagalli spacciano le idee dei cittadini per idee loro con l’intento di accaparrare quanti più voti possibili.
Possiamo vedere in tempo reale questo processo quando postano qualcosa su Facebook, con l’intento di monitorare gli animi delle persone per scovare il pensiero comune (dei cittadini).
Tutto questo permette in primis ai 2 leader di capire cosa possono dire o non dire (ritornando al discorso della paura e dell’agitazione), in seguito, ne consegue che costoro continueranno le proprie carriere usando le idee degli altri (spacciandole come loro).
Inutile dire che questa strategia ha funzionato alla grande perché gli ha permesso di poter parlare senza incontrare lo scontento delle persone che li sostengono.
Non è un caso infatti che i grillini e i salviniani non solo appoggiano i propri leader, ma anzi, diventano dei fanatici che osannano ogni loro sproloquio (proprio perché i 2 leader usano proprio i pensieri già espressi e consolidati della maggioranza).

Insomma, da quello che abbiamo capito possiamo tirare una conclusione triste quanto degna di nota: la politica di oggi è una non politica perché manca quel processo di elaborazione delle idee da parte della classe politica.
Tutto questo (purtroppo) sta portando l’Italia in uno stato di sbando dove l’immobilismo (perché non c’è progresso senza l’elaborazione di idee nuove) la fa da padrone.
Si spera che questa tendenza cambi al più presto; ci sono moltissime emergenze da risolvere e non possiamo permetterci di perdere tempo.

Marco Galletti