UNA VIA AD ALMIRANTE? LA RAGGI DICE NO.

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A quanto pare non c’è limite all’assurdo in Italia, il desiderio di intitolare una via a Giorgio Almirante ha scatenato un putiferio nella giunta di Roma.
La mozione è inaspettatamente passata causando l’orrore e la costernazione dei pentastellati romani che, cappeggiati da Virginia  Raggi, hanno subito trovato il modo di bloccare questa iniziativa attraverso una mozione volta a vietare l’intitolazione di strade di Roma ad esponenti di forze politiche legate al disciolto partito fascista o a persone che si sono esposte con idee antisemite e razziali che verrà presentata il prima possibile.
I giochini capitolini ci riguardano fino ad un certo punto, tuttavia la vera domanda è se sia giusto o meno intitolare una via a Giorgio Almirante, Storico segretario del Movimento Sociale Italiano, partito politico di destra, di cui è stato uno dei fondatori.
Se ne dicono d’ogni su Almirante, razzista, antisemita, ed ovviamente fascista.
Basta una fugace lettura su wikipedia per rendersi conto che associare termini come razzismo e fascismo ad Almirante è assurdo, fu infatti grazie agli ottimi rapporti che aveva con un amico ebreo che dopo la guerra trovò rifugio durante il periodo delle purghe partigiane, amico che con quel gesto volle ringraziare Almirante per averlo salvato dalle leggi fascistissime che lo avrebbero condotto a morte certa in uno dei terribili lager nazisti.
Almirante era un idealista, sicuramente credeva nel fascismo più puro e nelle idee sociali e romantiche che ad esso si accompagnavano, in quanto politico seppe sempre muoversi con rigore in un’Italia che nasceva e che poi visse periodi di estrema barbarie durante gli anni di piombo.
In un suo famoso discorso disse: “Il Msi non è totalitario ma ritiene lo Stato diverso e superiore al partito, non è nostalgico ma moderno, non è nazionalista ma europeista, non è conservatore-reazionario ma socialmente avanzato”.
Parole che oggi suonano vuote e che purtroppo anche molti che si definiscono “di Destra” non ricordano e non comprendono.
Concetti che, svuotati d’ogni significato e riempiti di slogan populistici dai politici moderni hanno condotto generazioni di giovani a combattere guerre ideologiche con l’unico scopo di far ottenere potere e denaro ai loro padroni.
Si, ci vorrebbe una via intitolata ad Almirante, forse qualcuno, incuriosito potrebbe andare a cercare su internet e leggendo della vita di quest’uomo, comprendere a quale livello di imbruttimento siamo giunti.
E nel contempo però forse è meglio che il suo ricordo si perda nelle pieghe della storia, affinché sia sempre più semplice per i nuovi prepotenti padroni d’Italia metterci uno contro l’altro in questa eterna lotta tra ignoranza e cultura, tra entropia e sviluppo, tra idiozia e lungimiranza.

Christian Longatti
Andrea Gunetti