IL BACINO LIBERALE CERCA UN LEADER CREDIBILE

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C’è stato chi in Italia aveva compreso come un attacco politico, fosse esso costruttivo o distruttivo, potesse divenire un valido strumento di propaganda.
Questa strategia è stata ben recepita da matteo salvini, che forte del potere che esercita sulle deboli menti che lo osannano, sfrutta questa massima a suo vantaggio senza curarsi delle ripercussioni sociali che tale comportamento rischia di generare.
Ad ogni fake news postata dai suoi adepti, per settimane si sono susseguiti innumerevoli post sdegnati ed allibiti che cercavano di riequilibrare la bilancia tra verità e follia.
Unico risultato di questa controcampagna è stato quello di rendere ancora più forte il salvinipensiero, perlomeno nella fascia elettorale culturalmente meno preparata.
E’ altrettanto vero che però, tra gli aventi diritto di voto, si stanno verificando delle metamorfosi strutturali degne di considerazione:

Il bacino populista avanza a spron battuto ma, si sta organizzando una compagine liberale, ancora tuttavia dispersa tra molti partiti e movimenti, che potrebbe se adeguatamente seguita e tutelata divenire la proverbiale leva che Archimede richiese per sollevare la terra.
A quale panorama curioso stiamo per assistere?
Il movimento pentastellato pare perdere consensi di giorno in giorno e molti elettori si sposteranno verso altri lidi, non necessariamente propenderanno verso le compagini salviniane che con le sue uscite estreme e  dal sapore totalitarista poco si adattano ad accogliere le istanze del popolo M5S.
La notizia di oggi che Silvio Berlusconi stia cercando di rinsaldare l’alleanza tra Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega ci conferma che questo elettorato liberale si sta stancando di questo governo di slogan estremi e volgari, la sensibilità politica di Berlusconi lo spinge a proporsi come alternativa democratica in una compagine sempre più divisa e rarefatta.
Le possibilità che Forza Italia sia ancora in grado di catalizzare l’interesse dell’elettorato liberale sono però esigue, infatti purtroppo la figura di Berlusconi, malgrado il suo indiscutibile acume, pare essere ormai poco appetibile e politicamente il suo appeal non è più quello di un tempo.

Tra questa legislatura e la prossima assisteremo probabilmente alla metamorfosi o alla genesi di un nuovo movimento in grado di rispondere funzionalmente alle necessità di quell’elettorato che quasi tutti i partiti hanno snobbato nelle ultime elezioni e che a conti fatti rappresenta una fondamentale fetta dell’elettorato.
Questa ghiotta occasione non va’ sprecata ed ansiosi attendiamo che qualcuno possa ridare voce a chi da troppo tempo è dimenticato e bistrattato. 

Christian Longatti
Andrea Gunetti