LEGA + M5S = IL PEGGIO DEVE ANCORA VENIRE

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Finalmente gli elettori iniziano a vedere (Anche quelli più invasati, la vera natura che si cela dietro alle figure di Matteo Salvini e Luigi di Maio.
Ma se del secondo non vale nemmeno prender in considerazione una scrollata di spalle, del primo invece dobbiamo analizzare le innumerevoli involuzioni.
Noi dell’Ingrato vi avevamo già avvisato tempo addietro con svariati articoli (primo fra tutti “http://www.ingrato.it/blog/2017/05/16/la-disillusione-politica-mezzo-per-ottenere-il-potere/“ 16/05/2017).
Involuzioni culminate per ora con l’ormai sdoganata “calata di braghe italica” nella fantomatica “guerra all’Europa”.
In Italia, come da rafforzata consuetudine, le élite politiche/culturali ci hanno da sempre abituato allo scarica barile istituzionale ed alla creazione di pericolosi mostri titanici da dover sconfiggere (ricordate dove è andato a finire il centrosinistra al governo del Paese con la guerra a Berlusconi) invece di rimboccarsi le maniche sviluppando manovre volte alla salvaguardia dei cittadini della nostra Repubblica.
Da svariati anni si sente parlare di una crisi democratica del sistema Italia, son infatti troppi gli anni in cui i governi non son riusciti a varare riforme considerevoli sul: lavoro, giustizia, agricoltura, sanità, fisco, sviluppo economico, istruzione ecc..
Ogni legislatura assistiamo alla politica del “salvabuchi” (amavo talmente tanto quei simpatici adesivi alle elementari che rattoppavo anche quelli a cui non serviva).
Così come quelli prima, anche gli attuali “governanti” amministrano l’Italia, i padri della terza repubblica hanno insegnato bene ai figli della quarta fino ad arrivare alla soglia dell’idolatrare l’iconica figura di Matteo Salvini a salvatore della patria!
Insomma un ginepraio di furbetti e saltimbanchi, cantastorie e ballerine al servizio del teatrino Italia, un postribolo di incapacità funzionale ed ammaestramento d’utili idioti.
Il Titanic sta affondando, tutti sanno che affonderà e non ci saranno salvabuchi o saltimbanchi che tengano.
Ergo, vorrei veramente finire con la solita chiusa in cui sprono gli elettori a responsabilizzare i politici o viceversa bacchettare i politici a governare il Paese, ma anch’io vedo la situazione irreversibile.
Poiché son il primo a non vendere più quella scintilla che animava noi giornalisti nell’approfondire e commentare i nostri studi sui progetti, idee e ideologie delle classi politiche.
Anche noi siamo finiti col tempo a far “parte del sistema” quel sistema a cui hanno già staccato la luce da tempo e che va alla deriva tra i ghiacci senza più meta ne speranza di salvezza.

Andrea Gunetti