AL SALONE DEL LIBRO DI TORINO SCONTRO DI IDIOZIE

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“Non avrei mai potuto trovarmi nello stesso spazio di chi diffonde un’ideologia che ha prodotto solo sofferenza e morte”
Così Halina Birenbaum, una delle ultime sopravvissute ad Auschwitz che sarà presente all’inaugurazione di oggi del salone del libro di Torino ha etichettato l’avvilente diverbio tra l’editore “fascista” Altaforte ed i “benpensanti” nazional popolari.
Niente di più vero, una affermazione che non lascia spazio a dubbi o possibilità di replica ed alla quale noi Ingrati non possiamo che inchinarci.
Ma quando un Ingrato si inchina è pericoloso poiché dileggia ogni idiozia che lo scibile umano eleva a santità, uccide gli dei e sputa su ogni recinto culturale.
Siamo auto celebrativi per diletto poiché neanche in noi crediamo, ci sfottiamo da mane a sera irridendo voi idioti che non capito un caxxo.
Siamo d’accordo sul fatto che l’editore “fascista “ non partecipi al salone?
Assolutamente si, egli deve scomparire così come le sue idee, buone solo ad alimentare una subcultura che noi vorremmo solo veder scomparire quanto prima.
Tuttavia questa decisione, in conformità con le parole della venerabilissima Halina Birenbaum, ci sprona a fare di più.
Se ogni ideologia generatrice di morte deve essere annullata, molti sono gli editori che non dovrebbero partecipare al salone del libro.

Ecco alcuni esempi:

Feltrinelli, editore di: “ La guerra di guerriglia” testo che parla di Che Guevara, noto per aver trucidato omosessuali e dissidenti senza farsene particolari
crucci, cosa ancora più grave essendo lui un medico.

Edizioni Clandestine, “Mein Kampf, La mia Battaglia” testo sulle idiozie di un modesto pittore divenuto Fuhrer della Germania e che contribuì a scatenare una delle più cruenti guerre che sconvolsero l’Europa ed il mondo durante il periodo 1939/45 che causò milioni di morti.

Carocci, editore di: “Stalin” testo che parla di uno dei più folli e dissociati assassini a cui razza umana ha dato i natali, decostruendo e contestualizzando molte delle accuse a lui mosse.

Laterza, editore di: “Sacri guerrieri: la straordinaria storia delle crociate” racconto di conflitti ed avventure di uomini che non si sono fatti problemi ad uccidere e distruggere nel nome di finti dei, obbligando troppi uomini a perdere la vita in nome di follie religiose che mascheravano avidità e brama di terre e danaro.

Bur, Rizzoli, editore di “La guerra gallica” un grande classico di morte, definito come “modello di stile”, un’opera d’arte scritta da un assassino.

CEI, Edizioni San Paolo, editore di “La sacra Bibbia” la storia di antichi dei malvagi e di alcuni più moderni, utilizzato per millenni al fine di convincere le masse a vivere e morire nel nome di un dio criminale e severo, elenca odi di morte e massacri degni dei più terribili assassini dell’umanità ed omette furbamente ogni sensata notizia che possa avvicinare l’umanità alla verità ed all’evoluzione morale.

Newton Compton, editore del “corano” l’ennesimo manuale religioso, che partendo dagli spunti dell’antico testamento, diffonde idee assurde su profeti e Dei dei quali ogni individuo di buon senso dovrebbe fare volentieri a meno.

PIEMME, “Gengis Khan il conquistatore” la storia di un noto massacratore che nel nome dei sacri valori di potere e danaro fece scempio di milioni di vite.

Einaudi, “Tito e i suoi compagni” la storia di un criminale di guerra che fu responsabile di eccidi di proverbiale crudeltà.
Osannato dai comunisti per via delle modalità in cui strutturò il governo della Iugoslavia, uno dei pochi leader che malgrado le mani sporche di sangue seppe  scampare alla giustizia fino alla fine di suoi miseri giorni.

La democrazia non esiste, è solo una illusione che azzimati potenti sbandierano in faccia a genti che ancora si illudono di contare qualcosa.
Pecoroni belanti rinchiusi nei loro recinti in attesa di essere trasformati, come meritano, in bistecche succose.
Intellettuali pacifisti che osannano criminali solo per ottenere fama e gloria.
Mentecatti fascisti che usano il tam tam mediatico per vendere qualche copia dei loro libri buoni solo a tenere i tavoli in equilibrio.
Smettetela di tediarci con le vostre insulsaggini, obsolete idee di uomini morti e sepolti.
Facciamo una bella cosa, smettiamo di raccontarci storie, aboliamo ogni ideologia e riprogrammiamo l’umanità a più alte vette.

Fintanto che continuerete a sbandierare tomi grondanti di sangue, l’umanità continuerà a bramare il sangue.

"das buch macht frei"
"Il libro rende libero"
E c'è ancora chi ci crede...

 

Christian Longatti
Andrea Gunetti