VENDO SOGNI, NON SOLIDE REALTA’

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Ad Otto e mezzo questa settimana abbiamo potuto vedere finalmente un programma in cui si è parlato chiaro.

Un abbacinato Salvini, con il cuore ed il pensiero ancorati sempre alla campagna elettorale ha cercato di rispondere alle domande pertinenti e strutturate a lui rivolta da Massimo Franco del corriere della sera e da Lilly Gruber, conduttrice del programma.

Il paffuto ministro, non è riuscito a scamparla e nonostante le sue doti afabuatorie ha capitolato malamente, non c’è stato scampo per lui, malgrado abbia più volte cercato di buttare tutto in caciara con frasi populiste e slogan è stata subito evidente la sua scarsa preparazione ed il suo pressappochismo.

Le chiacchiere da bar che hanno scaldato gli animi degli italiani in questa eterna campagna elettorale si sono dissolte dinanzi alla dura realtà dei fatti.
Il sogno di un’ Europa a trazione salviniana non si è realizzato e la cocente sconfitta che il “padre di tutti gli italiani” ha subito nelle elezioni europee brucia ancora.
Il ministro tuona “vi prometto battaglia ma non garantisco vittoria” una frase che ben si addice ad un leader isolato e pateticamente debole, che dal suo dorato scranno romano, a causa delle sue parole avventate,  ci rende incredibilmente fragili per poter strappare un qualche genere di vantaggioso accordo a copertura del nostro cospicuo debito nazionale.

Se da un punto di vista puerilmente banale le idee della lega possono sembrare efficaci (flat -tax, quota 100, riduzione delle accise…) nei fatti la complessità del sistema mondo è tale, sia in termini di accordi che di interessi, da rendere di fatto questa ricetta pericolosissima per la stabilità del Paese.

I fantomatici strali tra la Gruber e salvini che alcuni giornali sostengono di aver udito di fatto non si sono palesati, anzi, malgrado il ministro abbia costantemente cercato di evitare il confronto e di non rispondere alle domande dei giornalisti, placcato pesantemente ha dovuto inevitabilmente ammettere che alla fine egli è solo un imbonitore che vende sogni, non solide realtà.

Christian Longatti
Andrea Gunetti