ANCHE SE IL TROGOLO E’ VUOTO, I PORCI TROVANO SEMPRE DA MANGIARE

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E’ notizia di oggi l’arresto da parte della Procura di Palermo di Francesco Paolo Arata, il consulente per l’Energia del Ministro Matteo Salvini.
Vi stiamo parlando dello stesso Arata che ben due anni fa aveva persino contribuito a scrivere il programma elettorale del partito del Ministro degli Interni.
I capi d’accusa farebbero tremare qualsiasi governo: “intestazione fittizia, con l’aggravante di mafia, corruzione e autoriciclaggio”, ma l’assuefazione a questo genere di notizie da parte dei nostri politici non crea il benchè minimo scossone.
Ne è la prova la dichiarazione di Luigi Di Maio: “In questo caso la puzza di bruciato si sentiva da lontano. Ogni volta che c’è un minimo sospetto su qualcosa, in cui emergono legami con la corruzione e la mafia, la politica deve saper subito prendere le distanze”.
Il Ministro Salvini dal canto suo dichiara (Fonte Il Messaggero): “È venuto a un solo convegno della Lega e poi ho scoperto che era nostro consulente per l’energia, mio personale…anche i giornalisti dovrebbero fare più attenzione quando scrivono certe cose” precisando successivamente “L’ho incontrato una volta, non conosco gli atti.
Soldi soldi è sempre soldi, tanti da far impastar la bocca perfino a Mahmood, (cantante vincitore di Sanremo). Un vero e proprio stillicidio di corrotti e corruttori dai colletti bianchi che secondo la procura avrebbero sguazzato indisturbati all’ombra del Ministro Salvini.
A svelare i meccanismi degli affari la stessa voce di Francesco Paolo Arata, (Fonte La Stampa) intercettata dalla Dia di Trapani: “Io sono socio di Nicastri al 50 cento – diceva lui stesso a un amico avvocato – nella sostanza abbiamo un accordo societario, di co-partecipazione…Nel 2015, ho dato 300 mila euro a tuo papà…Questi qua sono stati tutti pagati”, diceva Arata senior con orgoglio al figlio Francesco mentre stava per entrare negli uffici dell’assesorato regionale all’Energia, a Palermo.
Una mazzetta di qua e una di la, senza alcun ritegno alla faccia delle regole.
Nulla di nuovo sotto all’italico sole, si intende, tanto da non creare nemmeno più scalpore. Stride solo quell’immagine di “cambiamento” al quale si erano “ispirati” gli attuali governanti.

Andrea Gunetti