LO SLOGANISMO SALVINIANO ACCOGLIE ED ALIMENTA LA TRASVERSALITA’ DELL’IGNORANZA

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Noi Ingrati ci assumiamo il doveroso compito dell’analisi delle azioni salviniane e l’idea di chiudere i porti ci sembra un palliativo del tutto inutile.

Poiché per risolvere il problema dell’immigrazione incontrollata servirebbe un piano ben definito e condiviso con i partner europei.

Inoltre perché respingere le navi agli altri Paesi come fossero proiettili di una guerra insensata? Sembrerebbe che il salvini stia facendo di tutto per evitare questo genere di accordi definendo una nuova epoca autarchica ed isolazionista.
Sui social, i sostenitori del clown mediatico diffondono odio e rancore a tutte le ore del giorno e della notte, andando a ridefinire quel sempre più volgare concetto di ignoranza funzionale che pare non avere ancora raggiunto il suo baratro logico ed affonda sempre più le sue radici nella mota del populismo più becero e volgare.

Atteggiamento politicamente meritevole di stima sarebbe stato rispettare uno degli slogan salviniani del tempo delle elezioni: “Aiutiamoli a casa loro” , soccorrendo i migranti ed iniziando a pacificare ed aiutare nella ricostruzione di quei Paesi da cui la gente fugge.
Sotto l’egida dell’Europa tutta.
Questa per noi Ingrati sarebbe una soluzione equa, coraggiosa, giusta, matura, democratica.

“Aiutiamoli a casa loro”  è diventato il più vigliacco “chiudiamo i porti”, che poi a guardare bene non ha chiuso proprio niente, considerato che i migranti continuano ad arrivare, dimostrando de facto l’inadeguatezza culturale e politica del ministro degli interni.

In un momento d’oro per le compagini di centro destra europee l’Italia a propulsione salviniana avrebbe potuto impostare una nuova e duratura rotta per la risoluzione del problema migratorio.

Invece con l’attuale piglio nazionalistico del “chiudiamoci a riccio” il fronte europeo rimane spaccato dimostrando solo inadeguatezza e poca lungimiranza.

Christian Longatti
Andrea Gunetti

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