RECESSIONE, GRAVE RISCHIO PER LA NAZIONE. EVIDENTI RESPONSABILITA’ DEL GOVERNO

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Una politica senza palle, fatta da gente senza palle ha causato e sta causando una notevole decrescita dell’economia del paese.
Questo poiché milioni di persone che hanno valutato di non credere nelle panzane di questo guazzabuglio di mentecatti che decidono delle nostre vite non vuole rischiare di perdere quei pochi risparmi che ancora possiede.
Il gioco a rimpallo tra M5s e lega che di fatto hanno creato una situazione di non-governo, definendo un nuovo stile politico basato su dichiarazioni controverse rendendo inutile la presenza di una opposizione in quanto già parte integrante del governo eletto.
Un esempio per tutti: la TAV, i pentastellati non la vogliono ed i salviniani si.
Una dicotomia che dimostra la pochezza umana, morale ed intellettuale degli eletti.
Completamente privi d’ogni senso di moralità e responsabilità democratica.
Recessione dunque, è questa la parola chiave, noi dell’Ingrato lo avevamo da tempo pronosticato, non per l’ovvio e giusto odio che proviamo nei confronti dell’attuale classe dirigente ma anche e sopratutto per l’ovvietà dei fatti.
Il principio di Azione – reazione determina inequivocabilmente il trend negativo che l’Italia sta subendo.
L’incredibile non è il constatare tale recessione ma valutare che si attesta ancora entro limiti ragionevoli.
Il trend ovviamente peggiorerà, sempre più elettori si rendono conto che l’attuale governo altro non è che un teatrino di imbecilli incatenati al vil danaro.
Ecco dunque il motivo che spinge Salvini ad esporsi a mo’ di pagliaccio o se preferite a guisa di trullo imbonitore, la distrazione di massa, effettuata al fine di mantenere alto il suo indice di gradimento fino alle elezioni europee.
Spostare le sue real terga da un poltrona all’altra è dunque il suo fine, non il realizzare effettivi vantaggi per la nazione che lo ha eletto.
Svegliatevi italiche genti, costoro son men della mota, risvegliar il nostro patrio amore e donarlo ad imbecilli patentati ci rende non patrioti ma idioti idolatri.
Che vi sia un disegno in ciò è altresì evidente, ovvio, scontato.
Proni attendiamo l’ennesimo palo a trafiggere le nostre terga ormai abituate a tal violenza da anni d’afflizione.
La domanda è: qualcuno deciderà finalmente di ribellarsi a questo squallido gioco?

Christian Longatti
Andrea Gunetti