SALVINI, IL PREMIER CHE GLI ITALIANI SI MERITANO

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Che in Italia una buona parte dell’elettorato voti “di pancia” e preferisca candidati che solo alla pancia possono parlare è ormai cosa nota.

Con una campagna elettorale fatta di cene e pranzi a zonzo per il paese che avrebbero facilmente costipato le arterie di qualsiasi persona “normale” stravince il ministro salvini.

Adesso che ha vinto, annientando i suoi alleati di governo, siamo certi che la nazione potrà finalmente avere una guida definita, e non un governo fantoccio che è stato solo buono ad allargare le schiere dei sostenitori del ministro a scapito della situazione economico-finanziaria del paese.

Questo comodo parafulmine, chiamato M5S, che salvini ha ampiamente utilizzato per farsi scudo di ogni possibile colpa o negligenza ormai ha i giorni contati e finalmente il ministro dovrà prendersi le responsabilità che ogni statista di governo ha sempre dovuto prendersi.

Se in Italia ha vinto la lega però in Europa la linea dura e senza paura dei sovranisti non ha sfondato, lasciandoli con un pugno di parlamentari che probabilmente anche con improbabili alleanze tra gli schieramenti non potranno assolutamente forzare in alcun modo il timone del barcone europeo.
Con lo spread in salita la scarsissima fiducia degli investitori per questo nuovo possibile governo a tinte fosche non c’è da stare allegri.
Nei proclami legati alla flat-tax ed alla ripresa dell’economia si può leggere tutta la faciloneria di un leader che non ha nulla a cui aggrapparsi se non continuare a straparlare di cose inattuabili o peggio pericolosamente deleterie.
Sarebbe bello se si potessero ridurre le tasse dall’oggi al domani ma questo è impossibile, ne va della tenuta del paese, il progetto di salvini per quanto visionario ha in se un livello di pericolosità che non ci lascerebbe spazio di manovra, se la tanto agognata ripersa non si verificasse infatti il sistema crollerebbe come un delicato castello di carte al primo soffio di vento.

Non ci sono soldi, e quei pochi che ancora abbiamo servono a pagare gli interessi dei debiti contratti, debiti che in questi undici mesi di governo non sono che aumentati, inaspriti da ondate di spread legate a doppio filo alle dichiarazioni antieuropeiste del ministro.
Abbiamo circa il 22% di italiani che crede che al bar si faccia politica, no al bar si beve il caffè e speriamo che costoro non si sveglino in questi giorni trovandosi a dover pagare l’amata bevanda il doppio o il triplo dell’attuale euro.

Christian Longatti
Andrea Gunetti