WILLY IL PRINCIPE DI BEL AIR, IL COMPAGNO DI UN INFANZIA SPENSIERATA

Nella storia della televisione ci sono state delle serie tv capaci di entrare in maniera indelebile all’interno dell’immaginario collettivo, rimanendo scolpite nei ricordi di intere generazioni che, a distanza di anni, le ricordano con affetto. Tra queste, basta pronunciare il nome di Willy il principe di Bel Air per far emozionare ancora molti ragazzi della mia generazione cresciuti con gli episodi di questo show ormai cult.

PRISON BREAK: MA QUATTRO STAGIONI NON BASTAVANO?

Ci sono delle serie tv in grado di rivoluzionare il genere nel quale, per comodità o convenzione, vengono catalogate. E’ il caso di Prison Break, serie tv che mescola una fantapolitica che non si discosta troppo dalla realtà e azione adrenalinica. La prima stagione è stata in grado di ridefinire i canoni delle serie tv di azione, andando a portare una ventata di aria fresca ad un genere che gli amanti dei telefilm hanno visto nel tempo declinato in tutte le sue possibili varianti e rimane quella ad aver fatto più breccia tra gli appassionati di Prison Break.

SIAMO TUTTI UN PO’ MAYANS

Nel fitto sottobosco delle serie tv c’è sempre quella piacevole eccezione in grado di dettare le linee guida per quelle a venire. Terminato il periodo aureo dei telefilm, dove vi era un serial per ogni fottutissimo ambito della vita umana, ci sono quei rari casi capaci di resistere all’impietosa scrematura dettata dai gusti sempre più esigenti degli spettatori.

NUOVA CULTURA O IGNORANZA?

La capacità della televisione di influenzare la società la conosciamo tutti, per primi i nostri politici. Io però vorrei concentrarmi su un aspetto tanto sottile quanto evidente, se ci si riflette su: la tv non è solo strumento di distrazione di massa come si è portati a pensare, bensì, e cosa ancora più grave, attraverso la televisione si è riusciti ad annientare le tradizioni, la lingua, la cultura e l’dentità dei territori.

BANSHEE: PALLOTTOLE, SANGUE E SESSO

E’ difficile riuscire a creare una serie tv che sappia letteralmente inchiodare lo spettatore allo schermo e renderlo bramoso di conoscere che cosa succede dopo. Il fitto sottobosco dei telefilm è ormai pieno di titoli che faticano a trasmettere qualcosa in grado di arrivare direttamente al cuore di chi le guarda.

MTV E LA RIVOLUZIONE MUSICALE PRIMA DI YOUTUBE E SPOTIFY

iamo profondamente cambiati da quando, in quell’agosto del 1981, le immagini dell’allunaggio dell’Apollo 11 montate con il logo del primo network televisivo a carattere musicale venivano accompagnate dalla frase “ladies and gentleman, rock ‘n’roll”. In quel preciso istante stava avvenendo una rivoluzione che avrebbe avuto un impatto determinante sulla cultura giovanile americana e sulla diffusione e fruizione musicale. Da allora noi siamo profondamente cambiati. Esattamente come è cambiato il mondo che ci circonda. Internet è diventato parte integrante della nostra esistenza, in grado di scandire ogni singolo istante delle nostre vite.

JACKASS, OVVERO QUANDO LA TV (E LA SOCIETA’) NON SI PRENDEVANO TROPPO SUL SERIO

In un periodo in cui il palinsesto televisivo italiano iniziava a rincoglionire i propri telespettatori con i primi esperimenti che anni dopo si sarebbero tramutati in talent show e reality vari, c’era un programma che divenne un successo travolgente fin dalla messa in onda della sua prima puntata. Lo show televisivo in questione si chiamava Jackass e mostrava una banda di pazzi furiosi alle prese con alcuni degli stunt più pazzi e malati che il piccolo schermo avesse mai visto prima. Ben presto i nomi dei suoi protagonisti sarebbero diventati volti noti dell’ultimo periodo della nostra storia recente in cui ci si divertiva giusto per il gusto di passare del tempo in completa spensieratezza, senza dover ricorrere al telecomando dell’indignazione facile.

SHOOT YOUR TV

Tornato a casa dopo una giornata di fatiche varie ed eventuali, mi butto malamente sul divano. Mi guardo attorno. Di fronte a me lo schermo spento della mia televisione. Sulla mia destra, la più letale delle armi a mia disposizione in quel momento: il telecomando. Lo impugno come una pistola e accendo quello che, da molti, viene definito come l’elettrodomestico da compagnia per eccellenza. Una sorta di Fido con uno schermo scintillante, pronto a vomitare immagini e suoni ventiquattr’ore su ventiquattro per fare compagnia a qualsiasi tipologia di telespettatore. Da chi soffre di insonnia a chi perde i sensi sul letto. Da chi lavora di notte a chi aspetta il calar delle tenebre in attesa di un palinsesto che non insulti l’intelligenza media dei (pochi) spettatori dotati di libero pensiero.